quandolibuttivia


Cryptome
30 novembre 2011, 21:19
Filed under: Uncategorized | Tag: , , ,

Cryptome è un archivio online(ma non solo) contenente 65 mila file raccolti da John Young, Deborah Natsios e soci. Questo immenso database raccoglie dal 1996 modulistiche, prassi e alcune testimonianze su come forze dell’ordine, poteri forti e malintenzionati possano facilmente ottenere tutte le nostre informazioni private tramite contatti con grandi aziende e software: Android, Facebook, Blizzard, Yahoo messenger, AOL, Skype, ecc,ecc. Un quadro sempre più orwelliano dove non solo si viene controllati sui social network ma anche nei servizi essenziali e nell’entertainment videoludico. Proprio nel campo del divertimento vi è un ampio pdf che parla della già citata Blizzard, la casa che ha dato alla luce capolavori come warcraft, diablo e starcraft. Questo database mette alla luce due fattori:
A)La certezza matematica(o quasi) che più del 90% dei siti e dei programmi che usiamo ci traccia e lascia informazioni accessibili ad istituzioni e forze governative…
B)…di conseguenza una gestione della faccenda talmente easy a livello burocratico che fa sembrare il recupero di informazioni quasi una prassi quotidiana.

Come difendersi ordunque? Se l’idea di trasferirsi in cima a qualche sperduto monte non vi aggrada la risposta a questa domanda risulta di difficile formulazione.

Prima di passarvi il link al sito vi lascio con un curioso ma veritiero commento di John Young(il creatore di Cryptome) su wikileaks: “Parecchi militanti dell’informazione sono preoccupati che le organizzazioni che pubblicano documenti riservati ‘vadano troppo in là’, scatenando un giro di vite sul giornalismo. Dicono che bisogna stare attenti a non danneggiare ‘sul serio’ le persone, altrimenti questo porterà a un giro di vite. Ma se si va avanti e si è troppo in là, come ha scoperto WikiLeaks, va tutto bene; succede che funziona a meraviglia e che si può speculare sull’attenzione provocata dalla controversia. È una strategia: si va troppo in là, si viene diffidati, si monetizza l’essere andati troppo in là, si smette di andare troppo in là e si ripete più volte il procedimento. È una tecnica notissima e WikiLeaks la conosce benissimo. Il valore aggiunto è formidabile. È per questo motivo che considero molto pericolosi tutti questi personaggi di WikiLeaks. Invece di pensare a fare qualcosa di davvero, straordinariamente diverso, stanno là a trarre profitto dalla notorietà del loro brand. La realtà è che l’etichetta del dissenso porta grandi affari. Le soffiate sono un grande affare. E non alludo a questioni non venali: c’è da farci soldi, con queste posizioni alternative, e c’è attorno un’aspra competizione… “

Link al sito: cryptome.org


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